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RESTAURO DELLA CHIESA DELLA SAPIENZA

DATA
Giugno 2016

TIPO
Esame universitario

PROGETTISTI
Luigi Arcopinto

Progetto realizzato in occasione dell’esame di “Restauro Architettonico” tenuto dall’Arch. PhD Luigi Guerriero. L’intervento è stato progettato con la supervisione dell’Arch. PhD Francesco Miraglia.

La Chiesa di Santa Maria della Sapienza è localizzata nel Centro Storico di Napoli. La Chiesa fu costruita grazie al progetto redatto da Francesco Grimaldi nel 1625 e alla direzione di Giovan Giacomo Di Conforto. Quest’ultimo concluse il suo lavoro nel 1630, lasciando la direzione dei lavori nelle mani dell’ingegnere Orazio Gisolfo che coordina i lavori di molti artisti ed artigiani, più e meno noti, i cui nomi sono ricorrenti nelle fabbriche napoletane. Fra questi, si citano, a titolo di esempio Dioniso Lazzari e Cosimo Fanzago. A quest’ultimo, gran parte della letteratura riconosce il merito di questo splendido partito di facciata.

A seguito della definizione della fase diagnostica e degli interventi riferibili a restauri specialistici della materia storicizzata, l’opportunità di restituire alla città un bene prezioso come la chiesa barocca di Santa Maria della Sapienza, rappresenta un punto di fondamentale importanza nell’ambito del presente studio. La questione, a dir poco delicata, del nuovo uso o comunque dell’adeguamento dell’uso di un bene immobile storicizzato rappresenta la verifica complessa della compatibilità delle scelte con i caratteri dell’edificio e quindi, la definizione del rapporto multiscalare tra addizione e preesistenza, fra permanenza e contaminazione inedita. L’idea ricalca quel fortunato episodio del 2005, quando la chiesa della Sapienza venne provvisoriamente riaperta per il Maggio dei monumenti, prima di essere riconsegnata al suo oblio per il decennio successivo. Riprendendo quindi, il carattere di allestimento museografico provvisorio, previsto nel 2005, si ipotizza che lo spazio storicizzato resti in una qualce misura congelato ed in attesa di essere plasmato per eventuali esposizioni e mostre, usando il “basso” nel podio come infopoint e biglietteria. Per garantire il libero accesso all’infopoint si è pensato di interporre una struttura effimera, fatta di acciaio e legno, che accoglie una rampa di pendenza adeguata a permetterne l’uso da persone con capacità motorie limitate. Questa struttura, che può essere considerata come un elemento di contaminazione, va a poggiarsi e ad aggrapparsi senza andare ad intaccare la materia storicizzata.